Forbiche. Cortar para Unir
"Tiziano Fabris captured in his performance the tension between differents countries. He worked with clothes that used to belong to some of those immigrants: some of them family, some of them friends. In Forbiche, he started working with the bonds that link the European traditions with the American countries. Absolutely independent, doing it himself in a 100% of the cases, Tiziano elaborated the canvas out of those clothes. A mixture of intense colors and abstract paintings, they carry the powerful effect caused by the "broken" images; broken but still related because a small part remains intact. Just as the feeling immigrants have in their hearts, some sort of cocktail that combines the inevitable uprooting nostalgia with the ideals and hopes that guided them to those countries so far away from home. Only from an outsider point of view, only as a foreign that choose to be an argentine, these images can become alive and tell their story". Maria Carolina Baulo
03.o6 - edición: Juan Pablo Morini
03.o6 - edición: Juan Pablo Morini
Telegiornale 5
Vecchie immagini che emergono da un tessuto nuovo ottenuto dalla fusione di materiali dversi. si intitola FORBICHE; ed è una mostra che racconta la sofferenza del taglio e la richezza dell'unione, il dolore della separazione della terra di origine che produce una vita nuova, una nuova cultura. Tiziano Fabris é un'artista argentino, i suoi genitori partirono da Roana nel dopo guerra come tanti altri veneti per cercare fortuna nelle Americhe. Una comunità molto unita quella dei veneti in Buenos Aires, alcuni di loro hanno affidato vecchi vestiti, fotografie, cari ricordi del tempo dell'emigrazione, o addiritura dei propri avi all'artista, che li ha trasformati con la tecnica della trasformazione manuale della carta." Diego Buonocore
"Telegiornale: Forbiche" 01.54
"Telegiornale: Forbiche" 01.54
"Lo sguardo proposto da Fabris ci è stato affidato l'anno scorso in diversi momenti, attraverso diverse mostre, una principale a Vicenza, con l'organizazione dei Vicentini nel Mondo, dei Artigiani Vicentini e poi con una mostra qui in Comunità Montana. Una mostra, ma poi tavole rotonde, incontri, diversi momenti in cui Tiziano Fabris ha veramente cercato di far capire che non è piu possibile pensare l'emigrazione con gli schemmi del passato, bisogna far i conti con la realtà presente, bisogna fare i conti possibilmente con la realtà futura e in particolare in rapporto ai giovani e allora lui dice: non basta ricordare il passato, è fondamentale ricordare il passato ma non basta, bisogna pensare come il presente ha cambiato gli emigranti, come sono cambiati anche coloro che sono rimasti nei nostri paesi, e quindi incontrarci in questa nuova realtà, fare i conti con queste culture nuove che hanno trasformato la gente. Ecco quindi il incontrarci, non per sognare, ricordare il passato, ma per fare i conti con il presente, per capire i probblemi del presente, anche i probblemi occupazionali, sociali che i nostri emigranti vivono nel passato e che vivono all'estero e che i nostri residenti vivono qui. Fare un incontro veramente reale, per fare un incontro tra culture, tra diversi dimensioni della vita per arrichire il nostro presente. Il passato non ha bisogno di essere ricordato se non genera novità, un futuro diverso, un futuro migliore" Sergio Bonato
"Tiziano Fabris in Altopiano Sette" 08.12
"Tiziano Fabris in Altopiano Sette" 08.12
Todo elmundo no es igual, todo el mundo no piensa igual. Que guste o que no guste, que se entienda o no se entienda, es al margen. Ser diferente cuesta un montón, la gente no te cree hasta que lo probas. Ni lo de antes es mejor, ni lo que viene va a ser mejor, mejor es hoy. Uno aprende de ayer, mañana es otro round" El Tano Guillermo
04.o8 - edición: Marcelo Castro
Extrano
"Extraño lo que recuerdo, recuerdo lo que escuché, recuerdo lo que vi. En lo "Extraño" busco símbolos aprendidos, busco el recuerdo, imágenes conocidas, señales que me orienten. Descubrir formas sin nombre me animan a transitar caminos nuevos. La necesidad de entender me lleva por un camino que no termina. En donde todo el recorrido es el lugar y no un punto donde llegar. Existe el símbolo concreto, escondido, que provoca una explicación que no es. Este movimiento constante lo resignifica todo. En "Extraño" la multiplicidad de lecturas rompe con la posibilidad de control sin caer al vacío. Un viaje desde recuerdos cristalizados hacia el placer de la búsqueda por la búsqueda en sí misma". Marcelo Castro
"Un recorrido Extraño" 05.15 - edición: Marcelo Castro
"Un recorrido Extraño" 05.15 - edición: Marcelo Castro

